Testimonianze degli sfollati di Oslavia: Milka Šosteršič
La nostra casa si trovava nella parte superiore di Oslavia, sulla strada principale per San Floriano. Ci siamo pertanto trovati nella zona che senza colpo ferire gli austriaci lasciarono agli italiani.
In famiglia eravamo in nove persone. Papà, mamma e sette figli. Tutti eravamo sicuri che la guerra sarebbe durata pochi giorni senza gravi conseguenze per noi e per le nostre case. Pertanto preparammo alcune cose indispensabili e ci rifugiammo da alcuni conoscenti nella località di Vamorje vicino Podsabotin. Tutto sembrava tranquillo, solamente dalla cresta del Sabotino si potevano sentire singoli colpi di fucile. Ogni tanto si sentiva il fischio di qualche granata, che però volava molto in alto.
[…] All’inizio sperammo di essere abbastanza al sicuro in quel remoto paesino, ma la guerra presto divampò in tutta la sua forza. Sul Sabotino si sentivano spari e esplosioni e gli italiani cominciarono a portare a Podsabotin i primi feriti. Ricevemmo pertanto l’ordine di prepararci a lasciare quelle zone pericolose.
Le testimonianze di Kristina Komavli (classe 1907), Jožef Primožič (classe 1904) e Milka Šosteršič (classe 1906), tutti da Oslavia, sono tratte da: Vili Prinčič. Testimonianze di profughi goriziani, in “Il Territorio”, 1998, n. 10, p. 67-74.