L’arrivo a Mittergrabern di Sandro Rizzatti
Io giunsi in quel campo di internati il 29 febbraio [1916]. Sofronio [Pocarini] invece vi era arrivato tra i primi, credo nel mese di giugno del 1915. Egli fu tra i primi arrestati in città. Io vi rimasi invece nascosto per nove mesi. A Mittergrabern trovai un campo già organizzato con baracche nel complesso decenti e persino con letti singoli e con lenzuola. Quando vi giunse Sofronio, come mi raccontò lui stesso, non vi era nulla e tutti furono acquartierati in un grande cantinone. Essi erano scortati da gendarmi e da soldati che li proteggevano dalle minacce della popolazione locale imbestialita dal “tradimento” dell’Italia: urla, minacce di morte, “pfui Italiener” e cose simili.
Io vi arrivai di notte e fui collocato nella baracca N. 4; uno stanzone con una cinquantina di letti. Quando si sparse la notizia di un nuovo arrivato da Gorizia molti mi furono attaorno ad interessarsi da dove venivo. A un tratto mi sentii stringere forte forte fra le braccia. Era Sofronio che pur essendo tanto più giovane mi conosceva […]. E da tutti domande su domande: Come potevo venire da Gorizia se la città era già stata occupata da parecchi mesi dalle truppe italiane. Tale era la convinzione di quei poveri illusi di superitaliani.
(Sandro Rizzatti. Mittergrabern, in Ervino Pocar. Mio fratello Sofronio. Gorizia, Cassa di Risparmio, 1976, p. 328)