I profughi goriziani a Wagna. Mancanza di viveri
I soldi non servivano più per comperare viveri che non si trovava.
La povera gente si privava di coperte, oro e indumenti per fare scambio con i contadini in roba da mangiare. I gendarmi stavano attenti al passar delle donne per sequestrare tutto, i più fortunati arrivavano in baracca con la roba. I soldati non avevano più da mangiare, ed hanno deciso di andar a visitare tutte le baracche per trovare qualcosa.
Nelle baracche i soffitti erano doppi. Tutti hanno messo la loro roba nascosta nel soffitto.
Molta gente delle altre baracche sono andate a nascondere in chiesa la loro roba. Poi si rubavano uno con l’altro.
(Maria Hofer. Ricordi di Wagna, in Paolo Malni. Fuggiaschi. Il campo profughi di Wagna 1915-1918. San Canzian d’Isonzo, Edizioni del Consorzio culturale del Monfalconese, 1998, p. 199-202)