Gorizia giorno per giorno – 9 agosto 1916
Gorizia
Tra i rifugiati nelle cantine del municipio corre voce che gli austriaci stiano rientrando nella città deserta. Alle due di notte un reparto austriaco percorre la via Dogana nei pressi del municipio. Edifici bruciano in Piazza Grande, via Monache, via della Caserma. In fiamme anche la casa Drascek (via Pellico) e la casa Pich, sede della omonima cappelleria (via Rastello).
Alle 5.30 del mattino un bersagliere con in mano una pistola si presenta davanti al municipio urlando se vi siano ancora soldati austriaci. Gorizia è italiana.
In città sono rimasti circa 3.500 civili.
In questa giornata di combattimenti diversi civili restano uccisi. Si tratta di Giuseppe e Carlo Lassic, padre e figlio, di 46 e 13 anni, morti in via di San Pietro; Pettarin Teresa sposata Cociancig, di 48 anni, insieme alla figlia quindicenne Anna, che, uccise da schegge di granata, vengono sepolte nell’orto della loro casa in via del Boschetto 31; il vetturino Michele Grusovin, di 51 anni, con il figlio dodicenne Carmine, morti in via Vetturini; e del padre francescano Alessandro Vavpotic, di 43 anni, fucilato in via del Bosco.
Accolgono le truppe italiane con tricolori Ernesta Persa Avanzini e nel palazzo comunale, alle sette del mattino, l’impiegata municipale Maria Podgornich (che sarà citata tra i goriziani che hanno espresso sentimenti antiaustriaci in un documento austriaco di dopo Caporetto) e il segretario generale Dante Vecchi che fa gli onori di casa.
Escono dai loro nascondigli i “sepolti vivi” goriziani, provati dai molti mesi trascorsi nascosti per evitare l’arruolamento o l’internamento: Arnaldo Mulitsch, Giovanni Fedele, Giovanni Vittorio Quaini.
Milano
Il “Corriere della sera” titola a piena pagina La testa di ponte di Gorizia e il S. Michele presi – 8.000 prigionieri, 11 cannoni, 100 mitragliatrici catturati. Nello stesso giorno esce una edizione straordinaria allegata al giornale del pomeriggio, che titola a piena pagina Le truppe italiane entrate in Gorizia – Il nemico in rotta inseguito – Oltre 10.000 prigionieri – Enorme bottino. Tutta la prima pagina è dedicata alla conquista di Gorizia. Tra gli articoli, L’assalto prodigioso di Luigi Barzini, già presente nell’edizione del mattino.