Gorizia giorno per giorno – 8 giugno 1915
Gorizia
Il generale Zeidler dà disposizione che il commissario della città Ernesto Dandini (l’unico rappresentante dell’autorità che non aveva abbandonato Gorizia) resti al suo posto a capo dell’amministrazione comunale.
Intorno alla città si stringe un cerchio di fuoco. Cannoneggiamento continuo sul Calvario, sempre più vicino. Lucinico è abbandonata semidistrutta. In città si sparge la voce che i soldati austriaci entrino nelle case abbandonate e saccheggino quanto vi si trova. In serata Sant’Andrea e il Carso vengono bombardati: in cielo si vedono gli sbuffi degli shrapnel. In ospedale arrivano molti feriti. Gli austriaci alzano un pallone frenato dall’abitato di Renziano per osservare i movimenti degli italiani.
Attacco italiano alla testa di ponte da parte delle brigate Re e Pistoia, respinto con 2.500 perdite.
Dal fronte
Aquileia e Grado vengono occupate dagli italiani. Occupata anche Monfalcone con le alture che la circondano che diventeranno basi per successive operazioni militari. Comincia la battaglia per Plava, che sarà conquistata dagli italiani il 17 giugno. A Sagrado quattro assalti italiani alla baionetta vengono respinti.