Gorizia giorno per giorno – 4 giugno 1915
Gorizia
Fin dalle quattro del mattino i cannoni sparano da San Floriano.
Alle prime ore del mattino i profughi ricoverati nella fabbrica di fulminanti si avviano con i loro carri lungo la via di San Pietro verso Aidussina, da dove raggiungeranno i campi di internamento. Verso le 11 altri profughi proseguono a piedi per via Dogana. Shrapnel sulla Transalpina e a Podgora.
Alla stessa ora un grave incidente scuote la città. Sulla via di Strazig (odierna via Brigata Pavia), dove è stato portato il grande mortaio austriaco da 305, un gruppo di giovani artiglieri è impegnato a manovrare uno dei pezzi della batteria. Forse per un errore, forse per un malfunzionamento l’obice spara senza essere messo in posizione e fa fuoco contro un gruppo di militari in riposo. Due di loro vengono uccisi e altri sette restano gravemente feriti.
Le voci che corrono per la città parlano di incapacità dei militari nel caricare il pezzo, di una granata esplosa durante la carica o di un’errata direzione del proiettile.
Nel pomeriggio scoppia un violento temporale.
In ospedale arrivano numerosi feriti austriaci e italiani.
Dal fronte
Nell’abitato di Idersko nell’alta valle dell’Isonzo le unità di occupazione dell’esercito italiano fucilano sei persone dopo un rastrellamento come rappresaglia contro la popolazione accusata di aver supportato azioni dell’esercito austriaco contro gli italiani e di aver ucciso alcuni militari italiani feriti.