Gorizia giorno per giorno – 27 ottobre 1917
Gorizia
Emilio Mulitsch riceve dal generale Cattaneo l’ordine di lasciare Gorizia. Parte su un camion di sanità verso le 20; intorno alla città, vasti incendi illuminano la notte.
Intorno alle 21 i carabinieri passano per le case verificando che non ci sia nessuno. L’esercito italiano si ritira da Gorizia. A differenza di quanto era accaduto nell’agosto 1916 al momento dell’abbandono della città da parte degli austriaci, l’evacuazione dei civili è organizzata e pressoché totale. Le Orsoline suor Metilde, suor Camilla, suor Maddalena e suor Ottilia si nascondono in cantina per non essere avviate verso l’Italia. Oltre a loro, si sottraggono all’evacuazione una cinquantina di persone che aspettano il ritorno degli austriaci. La notte tra il 27 e il 28 ottobre 1917 segna così il momento di minor presenza di abitanti a Gorizia nei mille anni della sua storia.
Contrariamente a quanto è previsto in caso di abbandono di una città al nemico, Gorizia non viene distrutta con granate incendiarie.
Udine
Arrivo dei profughi da Gorizia, che vengono immediatamente inoltrati verso l’interno. Anche Udine viene evacuata. Si trattiene in città un reparto di guastatori per la distruzione delle strutture, che però a causa dei mezzi ridotti viene eseguita solo parzialmente.
Torino
“La Stampa” titola in prima pagina L’offensiva nemica continua con estrema violenza. L’altopiano di Bainsizza sgombrato dai nostri, e pubblica l’articolo di Luigi Ambrosini Una grande battaglia.
È in corso l’evacuazione di Gorizia, ma i giornali italiani non ne danno notizia.