Gorizia giorno per giorno – 21 novembre 1915

Gorizia

Gravi danni al collegio dei gesuiti e al palazzo arcivescovile, colpiti anche il giorno precedente.

La parrocchia di Sant’Ignazio resta senza sacerdoti.

La notizia della fucilazione di Emilio Cravos viene affissa agli albi della città. Questo il testo del manifesto a firma dell’i.r. commissario governativo del Municipio dott. Pfeifer: “Il Giudizio di campo, in qualità di Giudizio statario dell’I. e R. 58a Divisione di Fanteria, ha condannato, con sentenza del 17 Novembre 1915, il negoziante Emilio Cravos, di Gorizia, per il crimine di perturbazione della quiete pubblica, in forza del § 341 del codice penale militare, per avere in più riprese emesso pubblicamente il grido di “Evviva l’Italia, abbasso l’Austria”, alla pena di morte, da eseguirsi mediante fucilazione. Questa sentenza fu posta, il giorno stesso alle ore 5 pom., in esecuzione.”

“L’Eco del Litorale” riferisce di due incendi al palazzo arcivescovile, con danni contenuti, dei gravi danni a casa Paternolli e della devastazione del vecchio seminario Verdenbergico. I danni maggiori si riscontrano in via Signori, via Giardino, corso Francesco Giuseppe, via Dogana, via Luigia, via San Giovanni, via Monache e alcune piazze.

Cadono granate da 280 e 305 mm: Gorizia è bombardata dall’artiglieria pesante. Bruciano casa Bader in Piazzutta, casa Sgauz e altre.

Il droghiere Luigi Buzzi viene arrestato e confinato a Poggstall.

Ha luogo a San Rocco il funerale di Giovanna ed Ermenegildo Bressan, che risiedevano al n. 6 di via Lunga con i genutori Antonio e Maria.

Muoiono la sessantacinquenne Anna Siglic e uno sconosciuto non identificato.

Dal fronte

Guido Brass muore all’ospedale di Cormons.

Graz

La “Gazzetta di campo” di Wagna inserisce tra i titoli dei comunicati di guerra quello del Vano bombardamento della testa di ponte di Gorizia. Riporta anche un servizio intitolato Dalla bombardata città di Gorizia ripreso dallo “Slovenec”, che dà alcune notizie dei combattimenti tra il 10 e il 12 novembre e riferisce di minimi danni alla facciata del palazzo municipale, colpito da una granata di piccolo calibro, della chiusura del caffè Teatro” e della distruzione della fabbrica di carta e di legname Leykam-Josefsthal a Podgora, incendiata e ridotta in rovine.