Gorizia giorno per giorno – 20 dicembre 1915

Gorizia

Secondo una corrispondenza dell’AZ ormai a Gorizia restano poche centinaia di persone. La città vive sottosuolo: nelle cantine vivono i pochi abitanti rimasti e anche l’amministrazione comunale ha trasferito negli scantinati del centro cittadino gli uffici comunali. La maggior parte dei rimasti sono negozianti che non vogliono abbandonare le loro botteghe temendo i saccheggi. Nella Gorizia sotto assedio che vive nelle cantine il Natale del 1915 è un triste Natale. L’imperatore invia una lettera di cordoglio e solidarietà. Scrive l’onorevole Giuseppe Bugatto in una corrispondenza dalla città: “il natale nella Gorizia sotterranea, il natale nel freddo inverno delle baracche dei profughi, sarà una festa religiosa profondamente sentita un giorno di gioia non potrà esserlo”.

Mons. Castelliz si lamenta con il generale Nohring dei danni e furti commessi dai soldati austriaci acquartierati nel Seminario Centrale dopo il trasferimento in altra sede dell’ospedale della Croce Rossa e chiede la salvaguardia almeno della cappella e della biblioteca.

Muore la bambina Giuseppina Padovan, di 5 anni.

Mittergrabern

Gli internati dichiarati abili al servizio militare lasciano il campo di internamento di Mittergrabern per l’esercito. Tra loro i fratelli Madriz, Edili Marcucci, Nazdar. Sofronio Pocarini commenta: “all’armi con demoghèla”.