Gorizia giorno per giorno – 10 agosto 1916

Gorizia

Alle prime ore del mattino il segretario comunale Dante Vecchi consegna la città al maggiore dei carabinieri Giovanni Sestilli che ne assume la reggenza e lo comunica alla popolazione con un manifesto.

Ai quattro pompieri goriziani rimasti si affiancano militari messi a disposizione dal comando della III Armata. È così possibile ripristinare l’acquedotto dell’Isonzo e spegnere gli undici incendi che divampano in vari punti della città.

I morti italiani nella battaglia per la conquista di Gorizia arrivano in città su carretti trainati da muli: la prima carretta è ricoperta dalla bandiera tricolore, su quelle che seguono i cadaveri accatastati sono scoperti. Vengono sepolti nel fondo Fogar, che prende il nome di Cimitero degli Eroi.

Vienna

Sulla “Neue Freie Presse” viene pubblicata la corrispondenza Bei der Isonzoarmee di Alice Schalek intitolata Ein Angriff auf die Tolmeiner Brücke (L’attacco oltre il ponte di Tolmino).

L'”Eco del Litorale” pubblica l’articolo Gorizia in fiamme.

Wagna

Arriva al campo profughi un primo gruppo di oltre trecento civili in fuga da Gorizia e dal circondario.

Graz

La “Gazzetta d’accampamento di Wagna” pubblica il comunicato di guerra del 9 agosto. I profughi goriziani apprendono così che “Ieri nel pomeriggio singoli dipartimenti nemici raggiunsero la città”.