Francesco Ferdinando amico di Gorizia

Gli articoli dei giornali locali che rievocano la figura dell’arciduca assassinato ricordano le sue visite in città e sottolineano i suoi buoni rapporti con Gorizia.

L’erede al trono ha infatti soggiornato da giovane nella “Nizza austriaca” per motivi di salute insieme alla madre e ai fratelli, trascorrendo alcuni inverni nella villa Boeckmann e nella villa Seiller. Vi è tornato poi in diverse occasioni, sia in veste ufficiale per l’inaugurazione della linea ferroviaria della Transalpina, il 19 luglio 1907, che in forma privata. Si ricordano le sue relazioni di amicizia con la famiglia de Locatelli, imparentata con il barone Boos-Waldek che fa parte dell’entourage dell’arciduca. Francesco Ferdinando conosceva bene anche Max Fabiani, che aveva diretto i lavori nei suoi castelli di Konopischt e di Chlumetz e con cui si intratteneva volentieri in conversazione davanti a una tavola imbandita, e con Leo Planiscig, a cui aveva affidato l’incarico di ordinare ed incrementare le sue raccolte di antichità, trofei e opere d’arte.

I giornali citano momenti di conversazione dell’arciduca con commercianti goriziani e poveri di Cormons, e la distribuzione di dolci e cioccolatini ai bambini a Brazzano da parte della sua consorte. A Cormons il consiglio comunale delibera di intitolare a Francesco Ferdinando la via Stazione, mentre a Gorizia porta già il nome dell’arciduca il nuovo ospedale militare di via Ristori.

“La nostra provincia ha perduto un grande amico e protettore” commenta il giornalista de “L’Eco”.

Tra i diversi articoli si segnala L’arciduca ed il Friuli (“L’Eco del Litorale” del 9 luglio 1914).