Gorizia giorno per giorno – 3 giugno 1915

Gorizia

La festa del Corpus Domini viene celebrata senza suono di campane; non si tiene la tradizionale processione. Il cannone riprende a sparare verso le 17, dopo una giornata tranquilla.

Tre o quattro aeroplani volano sul cielo di Gorizia.

Costretti a evacuare il paese, gli abitanti di San Lorenzo di Mossa che arrivano in città in una lunga fila di carri con mobili e masserizie parlano di “violentazioni” da parte degli italiani e di “scherzi e malegrazie” al curato don Giuseppe Caucig. I profughi friulani sono alloggiati nella Scuola Agraria e nella fabbrica di zolfanelli di via Cappuccini.

Anche i profughi di Capriva denunciano maltrattamenti al loro parroco. Gli sfollati da Farra riferiscono che “A nus an butàt ju ‘l nestri imperator e gi an ciaminàt parsore.” [Hanno buttato giù il nostro imperatore e lo hanno calpestato].

Ai primi di giugno una statistica non completa dei profughi in città elenca 153 sfollati da Lucinico, 60 da San Lorenzo, 63 da Podgora, 21 da Villesse, 253 da San Floriano, 52 da Piuma, 37 da Dolegna, oltre a gruppi più piccoli da altre località del Collio e del Friuli Orientale.

Lucinico

I militari austriaci arrestano il podestà Andrea Perco, il segretario comunale Luigi Cargnel e il giudice Giorgio Zottig, che invece di sfollare si erano rifugiati nelle cantine dell’Albergo consorziale friulano con altri lucinichesi. I tre vengono tradotti a Gorizia, interrogati e quindi internati. Nello stesso giorno viene rintracciato nella casa di Maria Mian il pittore Aristide Sartorio che vi era nascosto da due giorni. Preso prigioniero, viene ricoverato al Reserv-Spital. Di lui si occuperanno le Sorelle Marinaz e Franco de Gironcoli, in servizio all’ospedale, che cura Sartorio, lo riconosce e lo abbraccia. L’artista è commosso al sentire “un austriaco parlare come lui” e gli dice che l’esercito italiano sarà presto a Gorizia (“l’attesa non sarà lunga”). Il prigioniero è un personaggio famoso, e in serata arrivano all’ospedale alti ufficiali e funzionari. Resterà a Gorizia pochi giorni prima di essere trasferito in un ospedale più lontano dal fronte e quindi nel campo di prigionia di Mauthausen dove resterà per due anni fino a quando sarà liberato grazie all’interessamento personale di Papa Benedetto XV.

Dopo la guerra, in segno di riconoscenza, Sartorio decorerà l’abside della chiesa di Lucinico.

Dal fronte

Gli austriaci collocano un mortaio da 305 nella piazza di Lucinico per sparare su Cormons. È un pezzo della Moerserbatterie n°7 comandata dal capitano Geza Lajtos Von Szentmaria che spara quindici colpi in rapida successione e con grande accuratezza su Cormons. Per reazione gli italiani aprono immediatamente un violentissimo fuoco di controbatteria su Lucinico provocando ingentissimi danni al centro del paese.