La situazione alimentare a Gorizia sotto attacco
30 dicembre 1915
Già prima della guerra qui si risentiva la mancanza di viveri e perciò tutto andò man mano rincarando. Nel luglio passato i forni non davano più pane per mancanza di farina e il pane che confezionavano prima era buono per i porci. Alla fine d’agosto finalmente arrivò un po’ di farina bianca e così all’ora della cottura del pane si dava l’assalto ai forni e chi pigliava due o tre chili e chi nemmeno un quarto. Perciò fu introdotta allora la carta del pane che vige ancor oggi e così si à la carta per la farina bianca e gialla, per l’olio, per la pasta, ecc. I prezzi sono ora esorbitanti, specialmente quelli dei generi di prima necessità.
Te ne cito i principali: farina di granoturco corone 0.60 al chg., pane nero 0.50, pane bianco 0.66, farina bianca 0.90, pasta 1.48, lardo 9, burro 10, carne di manzo 4.60, rape garbe 0.40, verze 0.24, risetta 2.20, orzo 1, caffè 6.50, olio da 5.60 a 7 e fino 10 corone al litro, spirito da bruciare cor. 2 al litro, petrolio 0.80, latte 0.60, uova 0.40 al pezzo.
Diversi generi non si trovano più da comperare a nessun prezzo. Burro, uova, olio, pane, farina, e pasta non si ricevono che un tanto per persona al giorno o al mese, con le rispettive tessere rilasciate dal municipio. Da ciò puoi farti un’idea di come si mangia e come si vive qui ed in tutta l’Austria. Riguardo al mio cibo, fortunatamente sono di buona bocca, lascio carta bianca all’Oliva. Molte volte si mangia polenta, minestra, pasta al burro e talvolta brodo e carne e qualche pollo dei nostri.
(Arnaldo Mulitsch. Lettere al fratello, in Cronache goriziane 1914-1918. A cura di Camillo Medeot. …. Gorizia, Arti Grafiche Campestrini, 1976, p. 224-225)