Gorizia giorno per giorno – 20 novembre 1915
Gorizia
3000 proiettili cadono su Gorizia: la città è in fiamme. Viene colpito palazzo Lantieri e anche la casa del primario dottor Villat sita in piazza Duomo (ora piazza Cavour n. 3): da quel giorno in avanti il medico dovrà dormire in ospedale.
Gravi danni al palazzo arcivescovile.
Un proiettile colpisce la casa Paternolli in Piazza Grande, squarciando la facciata fino al terzo piano. La tipografia è distrutta e lo spostamento d’aria scaraventa supellettili e materiali del negozio (libreria e cartoleria) fino all’antistante chiesa di Sant’Ignazio. Nei giorni successivi Angela Paternolli raggiunge il figlio Nino addetto al reparto Sanità nell’ospedale militare di Marburg (Maribor).
Viene distrutta da un incendio la casa del dott. Luigi Pontoni in via dell’Usina.
Moltissimi goriziani abbandonano la città.
Nei bombardamenti muoiono Teresa Lutman di 39 anni, Francesca Sfiligoi di 30 anni, Giuseppe e Luigia Sismond di 59 e 22 anni, Giovanna e Ermenegildo Bressan di 15 e 7 anni (fratello e sorella), Giuseppe Copi di 64 anni, una donna sconosciuta, Mario Trevisan di 11 anni, Gregorio Leban di 45 anni, Engilberto Padovan.
Dal fronte
A Castelnuovo del Carso viene ucciso il volontario di guerra triestino Giacomo Venezian, sottotenente di 53 anni, già docente di diritto civile all’università di Bologna.
Graz
La “Gazzetta di campo” di Wagna riferisce del bombardamento di Gorizia con 3000 proiettili di tutti i calibri. II danno militare è minimo, ma la popolazione è colpita gravemente da “perdite di vite e di possessioni”, anche a causa degli incendi.
L’articolo Intrepido al suo posto elogia il comportamento del medico dott. Antonio Brecelj, primario dell’ospedale dei Fatebenefratelli di Gorizia.