Gorizia giorno per giorno – 19 novembre 1915
Gorizia
Oltre 400 granate cadono sulla città. Viene colpito il duomo che è in fiamme,il palazzo arcivescovile, l’Andreanum in via Vetturini (odierna via Favetti), casa Bader in via Seminario e casa Baumann in via dei Signori (odierna via Carducci). Monsignor Faidutti e il conte Dandini sono in visita all’ospedale dei Fatebenefratelli duramente colpito il giorno precedente e ne ordinano l’evacuazione. In via Seminario un carro con quattro persone a bordo che trasportava bidoni di latte viene colpito da una granata. Uccisi sul colpo tutti i passeggeri e anche un soccorritore che cercava di intervenire sul luogo della strage viene schiantato da una granata. In una casa di via Orzoni una famiglia che stava fuggendo dalla casa in fiamme viene investita dal tiro delle granate. Un bambino dei tre che formavano il nucleo familiare cade colpito e agonizzante la madre prima mette al sicuro gli altri due figlioletti poi corre a prendere un lenzuolo per coprire il bambino morente.
Tutti gli uffici sono chiusi.
Per le strade non si vede che sangue. Bruciano case in Piazzutta, civili sono morti in piazza Duomo.
Chi vuole lasciare la città può farlo senza alcuna autorizzazione. Arrivano cannoni da 180 da Pola per rispondere alle artiglierie italiane.
Vittime dei bombardamenti sono Giovanni Lutman e Teresa Sauli nata Blasizza di 49 anni e mezzo.
Graz
La “Tagespost” scrive che la sorte della città di Gorizia sembra ormai decisa, poiché il nemico mandò ieri nelle prime ore del mattino 400 proiettili in città; dopo la guerra noi costruiremo una nuova e più bella Gorizia.