Gorizia giorno per giorno – 28 ottobre 1915

Gorizia

Dopo una mattinata tranquilla, granate cadono in via Grabizio nel primo pomeriggio uccidendo due militari e due cavalli. Dopo una lunga ricognizione di aerei sulle postazioni austriache in via Garzarolli e Casa Rossa, segue un attacco aereo e con granate, che colpiscono l’Asilo San Giuseppe e una casa alla Transalpina, dove scoppia un incendio. Colpita anche la casa Lasciac in via Parcar. Resta ucciso il quindicenne Giovanni Kovic.

Lungo la via di San Pietro nel pomeriggio passano un migliaio di militari che vanno a rafforzare il contingente sul Calvario, mentre corre voce che gli italiani siano entrati a Podgora. I combattimenti sono violentissimi, con centinaia di morti sulla testa di ponte di Gorizia, nei pressi dell’osteria del Gnocco.

La moglie e le figlie del podestà Bombig offrono generi di conforto, dolci e sigarette a un gruppo di soldati italiani fatti prigionieri sul Calvario e radunati nell’orto adiacente alla loro casa. Il sottufficiale di guardia rimprovera le tre donne.

Viene arrestato e confinata a Poggstall il professor Antonio Bratus.

Dal fronte

Cade sul Podgora il volontario cormonese Giuseppe Tastl.

Resta disperso nei pressi di Canale, ad Aiba superiore, Giovanni Candussi, di Romans d’Isonzo, volontario bersagliere.I suoi resti saranno rintracciati nel 1916.

Ferdinand Pamberger realizza un acquerello di un alloggiamento sul fronte del Carso.